mercoledì 19 marzo 2008

FINE SETTIMANA CULTURALE

Degli etruschi

Ma che forma di cominciare un sabato di postumi! Questo sabato Amalia, Pilar, Iris, Fina e la sua amica ed io ci ciamo andate a vedere l´esposizione “I principi etruschi fra oriente e occidente” nel Caixa Forum. Se volete andare a vederla, avete tempo fino al quattro maggio. L´entrata è gratuita.

Questa mostra raccoglie più di 170 opere, provenienti dei molti musei, come per esempio dai Musei Vaticani, dal Museo Etrusco di Villa Giulia, dai Musei Capitolini di Roma, dal Museo Archeologico di Firenze, dal Louvre ed altri. Se posono vedere oggetti e gioelli della tradizione artistica degli etruschi tra il secolo VIII e il III a.C.

È una mostra per tutti i publici perchè ci sono dei giochi per i bambini, per esempio. Attira l´attenzione che i manifesti dei figuri ed oggetti c´erano troppo bassi, secondo me. Qualche volta mi ho reso conto di che io dovevo chinarmi un po´ per potere leggere le cose in condizione.

Charlot: Che faccia tosta!

Anche se alcuni del mio intorno mi avevano parlato male di questa esposizione, ma veramente a me è piaciuta. Dopo uscire dei etruschi (eramo già un po´stanche), Iris ed io abbiamo deciso dare un´occhiata a Chaplin, mentre delle altre andavano a fare la famosa ‘birroterapia’.
È stato curioso ma c´erano persone di tutte le età: bambini, adolescenti, adulti ed anziani. Charlot piace di più a tutti. La sua sfacciataggine per mascherarsi, ridersi della borghesia, fare la sua particolare critica sociale... Senza dubbio è il maestro del cinema muto. È stato buono fare questo piccolo omaggio per conoscere in profundità gli altri aspetti di Chaplin. Per esempio, non sapevo che lui aveva fatto delle opere cubistiche, oltre a “Il gran dittatore” che tutti conosciamo.


Occhiata nel negozio: delle donne, del fumetto e delle postale
Per finire, Iris ed io abbiamo entrato nel negozio per curiosare. Io ho scoperto e comperato un libro sulle donne artiste dei secoli XX e XXI, ed anche ho visto altro libro che comprerò più in la, “Sexy Chix”, il quale rende omaggio al poco riconosciuto collettivo femminile di creatrice di fumetto.

Anche ho aproffittato per prendere nota di alcuni indirizzi delle postale che vendevano. Quando siamo arrivate in Caixa Forum, Fina mi ha mostrato une postale che aveva comprato e mi sono piaciute molto. Vi ricomano supratutto quelle di Nicoletta Ceccoli. Ii suoi disegni sono bellisimi.

Di Nicoletta Ceccoli


Di Sophie Leblanc

mercoledì 20 febbraio 2008

IL NATALE A STOCCOLMA

Qual è stato l´ultimo viaggio che ho fatto? Beh, l´ultimo l´ho fatto a Soria ed a Madrid, ma racconterò l´avventura del Natale scorso. Per l´ Anno Nuovo sono andata cinque giorni a Stoccolma con sette amici.

Prima di partire, sembrava che portavo iella e che il mio destino era non uscire dal paese. A me ed un amico ci hanno rubato due sudamericani: a me, tutta la borsa e documentazione, tra le altre cose. Dopo sporgere la denuncia, subito dovevo farmi il passaporto per potere andare di viaggio, siccome il rinnovo della carta di identità impiega più tempo. Ho avuto dei problemi col commissariato di Polizia di Hospitalet. Il 24 novembre il comissariato era chiuso (anchi´o voglio fare l´impiegata statale! Che bene si vive così!). Dopo giorni festivi, il 28 sono andata altre volta al commissariato di Hospitalet e lì non mi volevano fare il passaporto lo stesso giorno perchè dicevano che questo Natale avevano molto lavoro. E vi dico “ma devo uscire dal paese l´Anno Nuovo!” e mi dicono, “tranquila ragazza, ti possono fare il passoporto lo stesso giorno di partenza nell´aeroporto”. Allora decido andare al comissariato di Balmes. Dopo quattro hore di coda, alla fine ottengo il maledetto passaporto!

Ma i problemi continuavano... Ci mancava questa! Ryanair aveva cancellato il volo di ritorno, io mi sono ammalatta ... In poche parole, che disastro! Alla fine ho potuto sopravvivere!

Già a Stoccolma era chiaro che farebbe abbastanza fredo di là, tra un grado e sei sotto zero. Il primo giorno quando siamo arrivati non nevicava. Che delusine! Noi aspettavamo vederlo tutto nevicato però il secondo giorno ci siamo alzati e c´era neve dappertutto! Quando siamo andati in giro per la città, abbiamo fatto delle guerre di neve. Lo sappiamo, siamo come i bambini...

Una cosa curiosa: Stoccolma è piena di turisti italiani. C´erano nell´albergo, nei musei, nella strada, nella metro (Tunnelbana in svedese), nei negozi... Un giorno quando passegiavamo per il centro, degli italiani ci hanno ascoltato parlare e hanno detto “oh questi sono spagnoli!” e allora ho detto io “sì, e voi siete italiani”. Il ragazzo si ha preso gioco della situazione ed abbiamo cominciato a parlare. Lui era di l´Alghero e si è emozionato quando l´ho detto che noi eramo catalani.

Lì le case sono grandi e spaziose coi alti soffitti. La decorazione è molto naturale e crea un ambiente accogliente. Hanno le parete bianche e decorano con i mobili di Ikea, come no! Ci siamo sorpresi di che su tutte le finestre c´erano le stesse stelle decorative. Forse Ikea faceva un prezzo speciale questo Natale... È stranno ma non abbiamo visto nessun Ikea in nessun posto. In più è curioso che le porte delle portinerie si aprono introducendo del contrassegno numerico anziché colla chiave come faciamo qui.




Dei luoghi che abbiamo visitato quello che mi è piacuto di più è stato Skansen. Skansen è del museo all´aria aperta, del giardino zoologico sull´isola Djurgarden, a Stoccolma. Ha una superficie di 300.000 m2. Abbiamo visto dei bufali, dei cavalli, dei luppi, dei cervi, dei pinguini ...

È stata una esperienza geniale. È molto bella questa città ma è un peccato che alle tre di pomeriggio si faccia sera.

martedì 5 febbraio 2008

DA LECCARSI I BAFFI!

Sì, questa ricetta è buonissima. Io l´ho già provata. È di mio padre, lui fa il cuoco ed a volte crea qualche ricette. In questo caso parlo di ‘Carciofi ripieni di frutto di mare’. Eccola quà!

Ingredienti per 4 persone:

- 12 carciofi grandi
- 300 gr. di rana pescatrice pulito e senza spine
- 200 gr. di coda di gambero pelato
- 200 gr. di funghi
- 1 cipolla
- ¾ di litro di brodo di pesce
- della farina
- del burro
- 200 gr. di panna da cucina
- del formaggio grattugiato
- del cognac
- del sale, del pepe bianco e della noce moscata



Preparazione

- Fare dei cuori di carciofi, lasciarli molto puliti e vuotarli per dentro. Bollirli in molta acqua con il sale e quando sianno al dente, scolarli.
- Tagliare la cipolla sottile e bagnarla con il burro lentamente senza bruciarla.
- Tagliare i gamberi, il rana pescatrice ed i funghi a pezzi piccoli e salarli.
- Quando la cipolla sia bagnata, aggiungeranno i funghi e dopo i gamberi ed il rana pescatrice. Dopo di smuovere tutto sulla padella, dobbiamo flambeare con del getto di cognac.
- Successivamente aggiungere due cucchiaiate di farina, mescolare tutto bene ed aggiungere del mestolo di brodo di pesce “fumet” e lasciarlo bollire dieci minuti a fuoco lento. Aggiungere del getto di panna da cucina, smuoverlo bene e mettere il sale ed il pepe.
- Riempire i carciofi con questo miscuglio.
- Preparare con il brodo di pesce in più della bechamel di pesce, aggiungendo la noce moscata, il sale, la pepe e metterci il resto di panna da cucina.
- Coprire bene i carciofi con la bechamel di pesce, spolverizzare al di sopra con il formaggio grattugiato, mettendo sopra dei pezzi piccoli di burrro.
- Gratinare, scaldare nel forno e servire i carciofi con la bechamel.

Copyright di Jordi Golerons, chef di cucina

Buon appetito!

lunedì 17 dicembre 2007

COME È IL MIO 'CEPORRO' PREFERITO'?

Si dice che esiste un cordone energetico, più o meno grande, che tiene legate due forme gemelle per tutta la vita, sia che siano vicine fisicamente sia che non lo siano. Forse è un´utopia pensare che esistono le anime gemelle. Tuttavia io penso che sì. Quest´anima gemella della quale parlo è Javi. Lui è il mio migliore amico sin da piccola. Quando da piccola ho cominciato la scuola, la mia mamma mi diceva: “Elisabet, hai molti amici in classe?” e rispondevo: “Sì, si chiama Javi” e lei insisteva sul tema: “Oh, bene, ma hai anche delle amiche?” e dicevo: “Sì, il mio caro amico Javi”. Da allora, non ci siamo separati mai.

Javi ha venti anni e il suo compleanno è il diciotto luglio. È slanciato, d´altezza media, ha i capelli neri e gli occhi spressivi e castani. Mentre io ho la carnagione chiara, lui è abbronzato tutto l´anno. Porta gli occhiali da vista ed anche da sole. Gli occhiali da vista sono sempre vistosi ed ora porta gli occhiali bianchi e neri. Riguardo agli occhiali da sole, devo dire che sono grandi e di marca.

È una persona aperta, vivace, intelligente e simpatica. Ci prendiamo gioco di tutto e l´ironia non può mancare mai. Non ha pudore di niente e li piace molto recitare e mascherarsi. Ha la faccia tosta e non ha scrupoli di dire quello che pensa, sempre con educazione e con più o meno diplomazia, dipende la situazione. A lui non piacciono gli animali ed ha paura del mio cane perché dice che è pazzo da legare. Fa lezioni private a degli alunni della nostra antica scuola. Che è un piacere spettegolare con lui... È divertente! Lui studia comunicazione audiovisiva. Studia anche musica e suona la chitarra ed il pianoforte. Ha buon gusto per i panni ed è vanitoso. Li piacciono delle magliette a righe, dei baschi, delle scarpe alla maniera di ‘Converse’ e delle cinture. Sì, lui dice che ho stile ‘naif’ ma io le dico che è un po´ pijo.

Ricordo un compleanno quand´ero piccola. Lui mi ha regalato un peluche, un topolino giallo, e mi è piaciuto molto. Per questi anni d´infanzia, la mia mamma e Fina, la donna che badava a Javi, andavano insieme a cercarci a scuola. Un giorno, quando venivamo della scuola, Javi è inciampato ed è finito per terra. Como conseguenza lui si è fatto un taglio. Che spavento abbiamo preso! È caduto per caso, ma ora, qualche volta Javi me ne ricorda ridendo!

Dopo tanti anni a scuola e senza sapere che cosa volevamo studiare, alla fine ci siamo deccisi per la comunicazione, io per giornalismo e lui per comunicazione audiovisiva. Casualità o destino, ci piace moltissimo il cinema e due anni fa che andiamo insieme nel Festivale di Cinema Fantastico di Sitges.

Di solito quando stiamo parlando o qualcuno di noi inizia una conversazione, l´altro dice “volevo dire questo o stavo pensando la stessa cosa”... A volte ci arrabiamo perché i due abbiamo una personalità forte, ma subito si soluziona.

In più abbiamo tante cose in comune, como per esempio viaggiare, per due ragioni: per passione e per shopping! Oltre i viaggi della scuola, siamo andati a Liverpool ed a Londra. A Liverpool siamo andati per vedere una amica che studiava lì. Sempre che ricordiamo questo viaggio diciamo che ha qualcosa speziale che lo fa il migliore della nostra vita.

È bello trovare una persona che abbia gli stessi gusti, ma più bello è trovare un amico per tutta la vita. Poche persone mi conoscono così bene come lui...

Fontana di Trevi, in Italia

lunedì 10 dicembre 2007

Bruno, il piccolo leone

Come dice il mio papà Bruno non è un cane... È un piccolo leone!



Vi presento il mio cane. Si chiama Bruno (nome italiano ehh) ed ha già otto anni... A volte le chiamiamo gordito, Brunete, Bruni, Brunelleschi, chiquitito... Ho il cane da che aveva solo un mese... È bellissimo e molto peloso. Ha gli occhi chiari ed ha il muso rosa... Sembra Rudolph!

Abbaia moltissimo... Quando ascolta della ambulanza, quando suona il campanello, quando vuole il cibo o l´acqua, quando bacio o abraccio la mia mamma! È molto geloso! Ma dopo è molto carino con noi.

Conosce alcune parole e frasi, come per esempio guarda, dov´è l´osso?, vuoi uscire per strada? dov´è la pelota?... Ama il cibo alla follia, è impressionante come mangia! Altra cosa curiosa di lui è che le piace cacciare delle mosche... Che aschifo!

Non è di razza. È mezzo Caniche e l´altro mezzo non se sa perché il papà era randagio. Bruno è stato un rigalo della mia migliore amica, Alexia. Sua zia aveva cuccioli e non sapeva che fare con loro. Allora come io voleva un cane, abbiamo convinto la mia mamma a avere il cane. Questo non è stato facile... Ma ora, tutti vogliamo bene il cane e ci abbiamo affezionati tanto a Bruno...

Elisabet

martedì 4 dicembre 2007

MR. DANGER

Certo. Hugo Chávez è un dittatore con tutte le lettere. Quest´uomo patetico piuttosto un animale sempre fa gli stessi discorsi incolti, autoritari e stupidi.

Vedete qui come fa una figura ridicola! È divertente. Si ride molto... Jaja.

domenica 2 dicembre 2007

DA PICCOLA ERO...

Io da bambina abitavo in città come adesso, a Hospitalet. Quasi sempre giocavo da sola ed a volte con i miei genitori perché sono figlia unica. Mi piacevano i giochi con le carte, i videogiochi della Megadrive, disegnare e colorare e vedere i cartoni animati, in particolare Musculman, Arale, Doraemon e Bola de Drac.


Da piccola ero bassa ed avevo i capelli lisci, castani e lunghi. Normalmente avevo i capelli corti e la frangia spessa. Ci sono due cose curiose: avevo un sopracciglio biondo ed altro nero, e un ciuffo biondo! Tutta la gente mi chiedeva se io mi tingevo questo ciuffo, ma sempre rispondevo che no, che il colore del ciuffo era naturale. Perciò tutti mi confrontavano con la cantante Mónica Naranjo, perché lei aveva i capelli a due colori: biondo e moro. Che seccatura!

Mio carattere era difficile e cambiava facilmente. Sempre ero simpatica, estroversa, vivace, chiacchierona ed attiva, ma di tanto in tanto ero seria, stupida e capricciosa.

Andare a scuola mi piaceva molto. Ero una bambina curiosa ed interessata alle materie. Le mie materie preferite erano le lingue, disegno, geografia, ginnastica e nuoto. Della scuola non mi piacevano matematica, fisica e chimica. A volte facevo andare in bestia gli insegnanti perché sempre dicevano alla mia mamma che io non smettevo di parlare a classe, ma che non potevano fare niente perché io lo capivo tutto.

Ero favorevole ad avere animali in casa perché secondo me gli animali erano simpatici e belli, ma alla mia mamma non piacevano molto. Volevo un cane e non era possibile. Tuttavia, avevo pesci, criceti, uccelli ed una tartaruga. Tutti questi animali si allevavano in gabbia e sporcavano poco in casa.

In estate di solito andavo una settimana in montagna, a Andorra, con i miei genitori e nonni, e qualche volta con mia zia. Noi andavamo in macchina e fermavamo a Bellver per visitare degli amici que avevano un albergo.

Elisabet